Una cascata di yo-yo

Sì lo so, sono sparita di nuovo 😦

Ho cambiato le mie abitudini della domenica e quindi non ho più tempo per scrivere…

La notizia buona è che, per ragioni che non sto a spiegarvi, ho cambiato anche le mie abitudini relative alla pausa pranzo in ufficio, quindi finalmente sono tornata a scrivere nei giorni feriali. Quanto mi mancava!

Oggi vi mostro un lavoro segreto a cui sto partecipando. È talmente segreto che neanche io so cos’è, davvero 🙂

Alla mia amica che ha il negozio a Pescara hanno commissionato una quantità spropositata di yo-yo ed io che ho una passione altrettanto spropositata per loro mi sono offerta di aiutarla (come potevo resistere?).

Tra l’altro è un tipo di lavoro che può essere fatto anche su un autobus, quindi perfetto per me che viaggio tanto! Nella foto vi mostro alcuni degli yo-yo che ho realizzato, ma in verità finora ne ho fatti molti di più (forse il doppio di quelli che si vedono):

Nel frattempo sto faticosamente cercando di fare il punto su quali lavori ho realizzato e non pubblicato nel mio periodo di latenza. Prima o poi colmerò il vuoto, promesso 🙂

Alla prossima!

Non tutte le ciambelle…

Oggi vi mostro una cosa che  purtroppo non mi è uscita molto bene…

È una pochette che era abbinata alla borsa che ho realizzato per lo swap un dono per te, questa qui

Non ho ancora capito cosa è successo… ho avuto un sacco di difficoltà a realizzarla, ma questo è normale 🙂 . E dopo tutta la fatica, mi si è spiegazzata tutta. Mi sembrava di averla riposta con cura…

La pochette ve la mostro per parlarvi di una tecnica nuova che ho imparato e che consente di plastificare in pochi minuti la stoffa, ed è una tecnica molto, molto interessante!

La “carta” che viene utilizzata è disponibile in due versioni, una lucida e una opaca. Io ho utilizzato quella opaca, perché mi sembrava più adatta.

Peccato che questa pochette mi sia venuta  così così, mi sarebbe tanto piaciuto regalarla alla mia abbinata nello swap!!!

Miniquilt!

Un paio di mesi fa mia nipote Auri mi ha chiesto se potevo fare una copertina (con cuscino) per il lettino di una bambola. Io le ho risposto di sì (cuore di zia!), ma che avevo bisogno delle misure. Qualche giorno fa Auri mi ha portato direttamente la bambola e il lettino, così ho preso le misure da sola. Dopotutto ha poco più di cinque anni, non ancora è in grado di utilizzare il metro. È sveglia, ma non fino a questo punto 😉

Un volta prese le misure mi sono messa ad armeggiare con gli avanzi di stoffa scegliendo l’accostamento migliore. Il lettino è biancazzurro, un colore che da queste parti va molto di moda ultimamente :-).

Così ho realizzato questo:

Carino vero? l’ho iniziato e finito in un battibaleno, mi sono veramente stupita di me stessa 🙂

Solo che quando ero più o meno a metà l’ho fatto vedere alla peste e lei mi ha detto che voleva la copertina la voleva bianca 😦 . Non mi sono persa d’animo, ho completato il miniquilt e poi mi sono messa a realizzare la copertina bianca. Dopotutto stavo utilizzando degli avanzi di stoffa!

Prima di cominciare ho chiesto ad Auri: “Ci vuoi dei cuoricini colorati?”. La risposta è stata: “No, ci voglio le stelline”. Del resto le stelle sono il suo soggetto preferito da disegnare. Quindi alla fine è venuto fuori questo:

Sono veramente molto, molto soddisfatta del risultato! Soprattutto della trapuntatura che mi è venuta molto bene nonostante l’abbia realizzata nella trance premorfeo 🙂

Questa invece è la fotina del retro dei due miniquilt:

Alla prossima!

Con un po’ di ritardo…

Vi faccio vedere un lavoretto che doveva essere pronto per Natale… ma che ho finito solo pochi giorni fa. Ben sapendo come sono fatta e quali sono i miei tempi ho pensato bene di non scegliere tessuti natalizi, ma colori chiari e primaverili. Ve lo mostro:

Delizioso, vero? È un centrotavola. Il disegno è di Chiara e la trasformazione in quadrato patchwork è di Nonò. Non sono straordinarie le mie insegnanti? Ora le due vulcaniche hanno messo in cantiere un altro progetto magnifico che inizia ufficialmente la prima settimana di marzo… Ma io voglio finire il progetto di patchwork hawaiiano prima di iniziarlo, sennò lo abbandono nuovamente! A proposito, vi faccio vedere l’ultima foto che ho scattato:

Concludo annunciandovi che prossimamente vi sarò vedere il risultato del corso che ho fatto sabato scorso e che per il quale ho prodotto una valanga di yo-yo…

Alla prossima!

Aggiornamenti patchwork

Sabato scorso sono ricominciati i corsi patchwork, e quest’anno ci sono delle stupende novità: impareremo il patchwork hawaiano! Per ora ho fatto molto molto poco, però prossimamente vi farò vedere una foto in cui almeno potrete vedere le stoffe che ho scelto e l’imbastitura iniziale.

Nonò ci ha raccontato la storia del patchwork hawaiano, la storia dei disegni e il loro significato, le tradizione ed anche i tabù di questa tecnica. Quanta storia che c’è dietro!

Ora vi faccio vedere cosa ho realizzato all’ultimo corso di cucito creativo prima della pausa estiva. Ha soggiornato per un bel po’ nella zona sempre più affollata dei farò, ma adesso l’ho terminata:

Carina, vero? È molto capiente e comoda, soprattutto perché la tracolla è fatta con il nastro e quindi non lascia alcun segno. Infatti è stata pensata come pochette per il mare per portare con sè cellulare e soldi quando ci si allontana dall’ombrellone.

Però ora che ci penso, qui ci vuole una foto anche del retro perché merita… Provvederò quanto prima!!!

Una borsa piena di sorprese!

Questo pomeriggio ho il corso patchwork, l’ultimo prima delle vacanze estive… Sento già la nostalgia! E allora vi mostro ciò che ho realizzato negli ultimi corsi. Prima di tutto questa, la borsa “cuori”, realizzata in tela jeans e cotonine patchwork:

la tasca, i manici e i fiocchetti lateriali sono cuciti a mano, le cuciture laterali della borsa a macchina.  Forse vi starete chiedendo: ma i cuori??? Dovevano essere i “fermamanici”, ma io ho preferito realizzare delle forme a fiorellino che tra l’altro ricordano la fantasia della stoffina rosa.

Ehi, Ma cosa spunta dalla borsa? E’ il becco di una birichina, che si è infilata lì per farmi uno scherzetto. E’ la paperetta che ho ribattezzato Giovanna perché gran parte dell’assemblaggio l’ho fatto guardando alla tv, all’inizio di maggio, un evento che per me è stato quello dell’anno (altro che matrimoni reali!)

 

Le ali di Giovanna si muovono, sta in piedi da sola e poi tintinna quando la prendi perché al nastro che ha al collo ho attaccato un piccolo sonaglino giallo.

Giovanna ha coinvolto nello scherzo anche Saputello, il gatto fermaporta che ho realizzato all’ultimo corso: io ho scelto di realizzarlo nelle tonalità del blu per portarlo in ufficio (la porta della mia stanza sbatte sempre e non c’è zeppa che tenga). Ma per ora è rimasto a casa nella scatola dei lavori finiti perché tutto il mio gruppo di lavoro si è “momentanemente” trasferito a piano terra (al primo piano si è rotta l’aria condizionata e dobbiamo rifare l’impianto).

 

 Questo pomeriggio realizzeremo una borsa pochette! Ve la mostrerò non appena la finisco, ok? Bye Bye!

Mostra patchwork: i lavori di Chiara e Nonò

Eccomi qua! Come promesso, vi mostro i meravigliosi lavori di Chiara e Nonò, le nostre due fantastiche insegnanti di patchwork!

Pronti? Iniziamo!  Prima di tutto vi faccio rivedere la magnifica vetrina del negozio, dove si possono ammirare alcune delle meraviglie realizzate da Chiara e Nonò:

Questa foto mostra invece un pannello realizzato con la tecnica del patchwork hawaiano (quello nei due toni di blu), alcuni bavaglini e cuffiette con ricamo boutis (lasciano senza parole, veramente!),  un runner sulle tonalità del verde e lo scaldotto personale di Nonò (sempre nelle tonalità del verde). Il “fiore” sulla tonalità del rosa è invece formato da 5 “petali” singoli che possono essere usati come poggiabacchette, oppure come sottobicchieri:

In questa foto si vede meglio lo scaldotto di Nonò e a fianco c’è un WIP che diventerà lo scaldotto di Gianni, il marito di Nonò (fortunato!!!)

Adesso è il turno del mio lavoro preferito: il magnifico pannello “Primavera Giappone”. Straordinario, vero?

Queste invece sono le collane realizzate da Chiara con la caterinetta (o tricotin che dir si voglia),  molto originali:

 Questa invece è la prima coperta realizzata in collaborazione da Chiara e Nonò:

Pensate che questa galleria di meraviglie sia finita? Ovviamente no, manca all’appello ancora una delle coperte realizzate da Nonò:

Meravigliosa, vero?

Alla prossima!